L’Archivio professionale disperso di Bernardo Antonio Vittone
Abstract
La produzione grafica e testuale riconducibile allo studio di Bernardo Antonio Vittone si compone di varie centinaia di documenti geograficamente distribuiti tra Italia, Francia e Germania, in seguito a vicissitudini in alcuni casi mai chiarite. Una rassegna esaustiva di tutto il materiale non è evidentemente possibile ed è finora rimasta intentata: non esiste, infatti, un perimetro che circoscriva il bacino di documenti prodotti dall’architetto, e non esiste neppure, di fatto, un vero e proprio archivio professionale vittoniano. Ci sono diversi nuclei documentali, la cui ubicazione in parte disegna una mappa dei luoghi in cui Vittone ha studiato e ha lavorato, e in parte traccia le rotte dei collezionisti, che dall’Ottocento hanno acquisito parte dei disegni provenienti dal suo atelier, specialmente per mezzo degli ex collaboratori. Veicolo principale della disseminazione di gran parte del materiale grafico vittoniano rimasto nello studio alla morte improvvisa dell’architetto, l’ex aiutante Mario Ludovico Quarini numera e riordina una porzione cospicua di un insieme di carte, prodotte da almeno quattro decenni di professione, affiancandola a disegni suoi o di altri architetti. La ricostruzione parziale di un archivio vittoniano, di fatto mai esistito, passa quindi attraverso la ricomposizione di quello quariniano, altrettanto disperso geograficamente, ma dotato di quei caratteri di sistematizzazione e di riconoscibilità non riscontrabili tra le carte del maestro.
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PDFDOI: https://doi.org/10.14633/AHR326
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Copyright (c) 2021 Francesca Favaro

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ArcHistoR è una rivista open access e peer reviewed (double blind), di Storia dell’architettura e Restauro, pubblicata con cadenza semestrale dall'Università Mediterranea di Reggio Calabria (Laboratorio CROSS - Storia dell'architettura e Restauro, dAeD - Dipartimento di Architettura e Design).
ISSN 2384-8898

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