Elementari e diverse istruzioni musicali. Note sulla musica nei trattati di Bernardo Antonio Vittone

Vasco Zara

Abstract


Una ricognizione critica frettolosa ha relegato, a lungo, Bernardo Antonio Vittone ai margini del secolo in cui ha vissuto. Spesso la sua geografia, anche intellettuale, è stata circoscritta entro i confini piemontesi, lontana dalle tendenze più “attuali” (ma per chi?) del suo tempo, vincolando l’architetto a un ruolo subalterno, “malinconico”, anche in ragione della fede professata. Secondo Wittkower (1949) per Vittone i termini di riferimento erano quelli della teoria rinascimentale: giudizio non lusinghiero per un autore settecentesco, ma al contrario indice di un certo ritardo. Gli studi più recenti hanno messo in luce, invece, la sua indiscussa proiezione europea e, al contempo, il suo credo non così monolitico, o almeno non esente da percorsi più personali, le cui radici risultano tuttora complesse e sfuggenti. Le riflessioni che seguono riguardano, in primo luogo, il modo – fondamentalmente tecnico – attraverso il quale Vittone si è appropriato della teoria musicale e la ha trasmessa attraverso i suoi trattati didattici, e il cambio epistemologico da lui impresso, nella scia degli autori che, da Vitruvio in poi, con questo tema si erano confrontati.


Parole chiave


teoria musicale; teoria armonica; trattatistica architettonica

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DOI: https://doi.org/10.14633/AHR325

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  ISSN 2384-8898

    

 

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