Per una storia dell’uso delle terme Antoniniane: proprietà, scavi e spoliazioni (secoli XIV-XIX)

Isabella Salvagni

Abstract


Da secoli le monumentali rovine delle Terme di Caracalla a Roma hanno attirato l’attenzione di umanisti, filologi e antiquari, solleticandone la curiosità e suscitandone immaginifiche ricostruzioni. Dagli antesignani ai portavoce della moderna archeologia, è tale disciplina ad avere maggiormente indirizzato e guidato i più recenti studi sul complesso, dall’800 a ora. Tuttavia, se la vocazione ‘archeologica’ costituisce la più evidente e rappresentativa essenza di tali resti, per oltre mille anni l’intera area sulla quale essi insistevano fu prevalentemente utilizzata come terreno agricolo, frazionata e passata di mano in mano attraverso innumerevoli proprietari. Di questa lunga e poco conosciuta storia dell’‘uso’ si tenta di fornire un breve quadro concernente i 300 anni che vanno dalla metà del ‘500 all’Unità d’Italia. A partire dall’individuazione di alcune delle molte figure avvicendatesi nel tempo come proprietari a diverso titolo delle singole tenute, la vicenda ci restituisce una preziosa messe di notizie relativa anche a quanto gli stessi detentori, come committenti, hanno deliberato e condotto sui poderi da loro goduti, coltivandoli, costruendovi e dirigendovi operazioni di spoglio, scavo, sistemazione, riuso, e distruzione, fornendoci al contempo dati utili all’analisi dei meccanismi trasformativi dell’assetto fondiario di questa porzione di città, da rapportarsi alla più generale storia urbana di Roma.


Parole chiave


Terme Antoniniane; Terme di Caracalla; Collegio e Seminario Romano

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DOI: https://doi.org/10.14633/AHR201

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