Pittoresco deriva dall’italiano pittore. Osservazioni dal Voyage pittoresque

Gianfranco Neri

Abstract


La monumentale, enciclopedica ricognizione sul Mezzogiorno d’Italia dell’abate di Saint-Non molto probabilmente costituisce la prima fotografia “realistica” di questa significativa parte dell’Italia. L’ampiezza del campo d’indagine, l’aspetto sistematico delle rilevazioni, l’omogeneità tecnica e figurativa della parte relativa alla rappresentazione dei luoghi visitati – aspetti che denotano la presenza di un ampio “progetto” culturale e editoriale – fanno del Voyage pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile un’opera molto originale che lascerà tracce durature nella cultura italiana e europea.
La principale di queste tracce, riguarda innanzitutto proprio quell’“angolazione” pittoresque che costituirà una sorta di filtro, di chiave di accordo, tra i luoghi e le strumentazioni di “ripresa” (letteraria e grafica). Da questo punto di vista il Voyage sarà per l’epoca un laboratorio straordinario di messa a punto di quella categoria estetica e morale che appunto è il Pittoresco.
Un altro aspetto certamente non secondario che da questo deriva, riguarda il carattere specifico dei luoghi, ovvero della loro identità. Diventa allora di un certo interesse capire se e in che misura quell’identità sia emanazione diretta dei luoghi raffigurati o quanto, invece, sia la loro “narrazione” – visiva e letteraria – a conferire loro quella potente e talvolta indelebile aura mitica che per molti versi ancor oggi noi stessi, in particolari circostanze, sembriamo riconoscere in essi.


Parole chiave


Mezzogiorno d’Italia; narrazione; pittoresco

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DOI: https://doi.org/10.14633/AHR100

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