La Calabria nelle incisioni del Voyage pittoresque. La costruzione dell’immagine, la distruzione dell’immagine

Giuseppina Scamardì

Abstract


L’immagine ideale della Calabria che la spedizione Saint-Non ambiva a ritrovare era quella tramandata dai classici, con resti archeologici capaci di riconnettere il mito alla realtà. Una volta giunti sui luoghi, però, tali aspettative si scontrarono con una situazione molto diversa, e ad essa dovette adattarsi la trasposizione su carta. Ma inaspettatamente fu proprio dalla perdita dell’antica immagine che scaturì quella nuova, fatta di terre selvagge e di centri abitati – tutt’altro che barbari e incivili – pittorescamente abbarbicati sulle scogliere o sulle rupi dell’entroterra. Era quella la Calabria da presentare all’Europa, attraverso un’iconografia originale, che nulla doveva ai disegnatori del passato. Parte dell’immagine codificata nel Voyage si sarebbe mantenuta fino a tempi relativamente recenti: le trasformazioni urbane non avrebbero – o avrebbero solo parzialmente – interessato i centri storici, mantenendone la riconoscibilità. Un’altra parte più consistente, invece, sarebbe stata bruscamente annullata da eventi naturali, come il terremoto del 1783, ma, molto più spesso, da interventi voluti e imposti dall’uomo, con irreversibili alterazioni delle città e dei territori.

Parole chiave


Calabria; incisioni, spedizione Saint-Non

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DOI: https://doi.org/10.14633/AHR082

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ArcHistoR è una rivista open access e peer reviewed (double blind), di Storia dell’architettura e Restauro, pubblicata con cadenza semestrale dall'Università Mediterranea di Reggio Calabria (Laboratorio CROSS - Storia dell'architettura e Restauro, dAeD - Dipartimento di Architettura e Design).

  ISSN 2384-8898

    

 

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