Da Jean Vignon a Michel Benard: il giardino francese di Palazzo Carignano a Torino

Paolo Cornaglia

Abstract


Del giardino di Palazzo Carignano, cancellato e trasformato in piazza nel corso dell’Ottocento, i documenti danno conto sin dall’agosto del 1680, in parallelo al cantiere del palazzo guariniano, con lavori di spostamento terra e l’assegnazione di un giardiniere fisso, Carlo Blondet. Ma non è a lui che si deve la forma definitiva dell’area: sarà Jean Vignon, giardiniere francese attivo a Moncalieri, Rivoli e a Racconigi a fornire nel 1686  «il disegno […] del nuovo Giardino», dormendo a Torino «per 33 giorni in far il Perterra». Molti disegni documentano la presenza di due compartimenti, ma l’unico che fornisce anche un’idea delle broderies è di metà Settecento,  pertinente quindi a una fase in cui - sin dal 1754 - è Michel Benard, il Direttore dei giardini dei Carignano. Benard aveva ridisegnato nel 1749-1751 il parterre a Racconigi, realizzato nel 1674 dallo stesso Vignon su modello lenotriano. Anche il giardino di palazzo Carignano si conferma quindi come un tassello del lungo dominio del gusto francese a Torino tra Seicento e Settecento, contesto nel quale viene analizzato. Il saggio si basa su una ricerca archivistica che per la prima volta focalizza in dettaglio questo aspetto nel complesso dei Savoia-Carignano, un ramo collaterale giunto al trono solo nel 1831, ma che, proprio per questo, ha sempre perseguito un profilo alto, privilegiando la committenza a grandi figure o comunque l’adesione convinta ai modelli più aggiornati nell’architettura e nel progetto dei giardini

Parole chiave


Guarino Guarini; Palazzo Carignano; Michel Benard; Jean Vignon, Giardino francese

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DOI: https://doi.org/10.14633/AHR383

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