Architetture carcerarie storiche tra archivi ritrovati e paesaggi scomparsi in Sardegna

Silvana Maria Grillo, Valentina Pintus

Abstract


I fondi documentari relativi alle strutture carcerarie storiche, in parte ancora secretati nonostante la loro definitiva dismissione, si sono rivelati custodi di preziose informazioni utili a ricostruire la storia delle architetture in oggetto, in termini di scelte progettuali, tecniche e materiali. La disamina delle fonti, inoltre, ha fatto emergere interessanti questioni legate specificatamente alla scelta del sito: questi sono stati individuati tenendo conto di diversi fattori, tra cui le indicazioni delle amministrazioni locali e delle previsioni di sviluppo urbano e territoriale, ma anche considerazioni circa l’orografia dei luoghi e valutazioni relative alla dimensione e alla tipologia carceraria in progetto. Il cospicuo apparato documentario diventa poi fondamentale per lo studio di quegli episodi non più esistenti, perché oggetto di demolizioni totali, oppure mai stati realizzati.

La possibilità di accedere direttamente ai complessi penitenziari ha fornito anche l’occasione per confrontare le informazioni riportate nei progetti con quanto si sia effettivamente realizzato. 

L’analisi sistemica dei casi studio, infine, ha fatto emergere interessanti considerazioni circa la correlazione tra le scelte costruttive impiegate e i progettisti coinvolti: questi, infatti, prevenendo dall’ambito nazionale, in particolare dalla scuola piemontese, hanno potuto contare su una limitata conoscenza delle peculiarità dei contesti regionali - molto diversi tra loro - in cui si sono trovati a intervenire, soprattutto per quanto riguarda le caratteristiche geo-morfologiche di tali aree, i materiali reperibili in loco, le tecniche costruttive tradizionali e le capacità delle maestranze locali da impiegare nei cantieri.

In conclusione, quanto emerge dalla investigazione condotta non è solo una conoscenza più approfondita delle caratteristiche costruttive delle singole architetture carcerarie, quanto piuttosto un’integrazione della storia dell’architettura sarda di fine Ottocento, per la quale il processo di unificazione nazionale ha costituito un’ulteriore occasione di contaminazione di tecniche, forme e stili.


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DOI: https://doi.org/10.14633/AHR366

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  ISSN 2384-8898

    

 

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