Fragili morfologie. La Calabria dei borghi abbandonati
Abstract
Il lavoro proposto affronta il tema degli antichi borghi abbandonati della Calabria e analizza in particolare il ruolo della rappresentazione modellistica e della simulazione grafica come strumento di monitoraggio per una metodologia di intervento che tende ad un recupero della “memoria morfologica”.
Il tema proposto analizza i significati immateriali come archetipi urbani ancora rinnovabili attraverso pratiche che rigenerano “significati” piuttosto che cose. Attraverso rilievi ed esplorazioni conoscitive si analizza la reale consistenza dell’urbano di ogni campione in relazione al suo stato di abbandono. I modelli presentati rappresentano diversi strati di indagine che analizzano le caratteristiche tipo–morfologiche dei siti in cui la forma urbana globale nella relazione con il territorio di appartenenza evidenzia i mutamenti d’uso della struttura abitativa a seconda delle modifiche che dipendono essenzialmente da fattori naturali, che la struttura urbana ha subito nel corso della sua vita. La questione qui posta riguarda il ruolo della rappresentazione come strumento per il controllo e la valutazione della trasformazione attraverso indagini e successive simulazioni grafiche e modellistiche come mezzo per monitorare i cambiamenti dell’architettura nelle sue forme e nei suoi contenuti. Il presente scritto mira a ritrovare le principali questioni procedurali dove ancora le caratteristiche formali specifiche sono enormemente rilevanti nell’ottica di un nuovo ambiente che ri–diventa un ambiente vivente “contemporaneo”.
Fragile Morphologies. Calabria of Abandoned Villages
The proposed work tackles the theme of abandoned villages in Calabria and analyses, in particular, the role of representative modelling and graphic simulation as a monitoring tool for an intervention methodology that aims at recovering "morphological memory". The proposed theme analyses intangible significances as urban archetypes that may still be renewed through practices that restore "meanings" rather than things. Through surveys and cognitive explorations the consistency of each sample’s urbanity is analysed in relation to its state of abandonment. The presented models represent different layers of research that analyse the morphological characteristics of the sites in which the global urban form in the relationship with the its territory highlights the changes in use of the housing structure according to the changes that essentially depend on natural factors, which urban structure has suffered in the course of its life. The question raised here concerns the role of representation as a tool for controlling and evaluating transformation through surveys and subsequent graphic simulations as a means of monitoring changes in architecture in its forms and contents. The paper aims to rediscover the main procedural questions where the specific formal characteristics are still enormously relevant in the perspective of a new environment that re-becomes a "contemporary" living environment.
Parole chiave
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PDFDOI: https://doi.org/10.14633/AHR236
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Copyright (c) 2020 Gaetano Ginex; Francesco Trimboli

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ArcHistoR è una rivista open access e peer reviewed (double blind), di Storia dell’architettura e Restauro, pubblicata con cadenza semestrale dall'Università Mediterranea di Reggio Calabria (Laboratorio CROSS - Storia dell'architettura e Restauro, dAeD - Dipartimento di Architettura e Design).
ISSN 2384-8898

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Maria Dolores Antigüedad del Castillo-Olivares, Monica Butzek, Jean-François Cabestan, Alicia Cámara Muñoz, David Friedman, Alexandre Gady, Jörg Garms, Miles Glenndinning, Mark Wilson Jones, Loughlin Kealy, Paulo Lourenço, David Marshall, Werner Oechslin, José Luis Sancho, Dmitrij O. Švidkovskij
Comitato direttivo
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