Centri a forte connotazione storica nell’entroterra dell’Italia meridionale: ripensare la città tra valori, vincoli fisici e opportunità tecnologiche

Antonella Mamì

Abstract


Il territorio dell’Italia centro-meridionale e delle Isole nelle aree interne è punteggiato da un patrimonio architettonico e urbano in uno stato di notevole abbandono. Sono territori con molte difficoltà infrastrutturali, vincoli orografici e difficoltà di investimenti; nel tempo era sopravvissuta un’economia di sopravvivenza fortemente legata all’identità produttiva, fisica e culturale. Nuovi modelli economici e nuove istanze nel campo dell’architettura e dell’urbanistica (spazi a misura d’uomo, accessibili e inclusivi) sono certamente più opportuni e adatti alla rilettura dei centri urbani a forte connotazione storica, le cui caratteristiche sono certamente più vicine alla cultura della qualità, dell’identità, dello slow, senza comunque che oggi si rinunci alla centralità, quella che il digitale e le connessioni internet consentono a dispetto della lontananza fisica.

Lo studio attento della fisicità di questi luoghi palesa il reiterarsi di notevoli vincoli che non possono essere più considerati insormontabili. Ci vengono in aiuto le nuove tecnologie (digitale, domotica, wireless, veicolarità urbana, ecc), lo studio di soluzioni specifiche e compatibili per il riuso del patrimonio urbano ed edilizio, ci supporta il ricorso al modello contemporaneo di industria diffusa insito nella rivoluzione 4.0 che si avvale di tecnologie abilitanti nessuna delle quali necessita di effettiva prossimità fisica, piuttosto di una gestione dei flussi tra i nodi della rete e tra i partner.

 

 

New Strategies for Historical Towns in the South of Italy. Rethinking Values, Physical Constraints, and Technological opportunities

The hinterland of central and southern Italy and the Islands is interspersed with mostly neglected architectural and urban heritage. These territories present many infrastructural, orographic, and economic constraints. A survival economy had survived, strongly tied to their productive, physical, and cultural identity. New models of the economy (sustainable, responsible, circular, green, sharing, and low-cost models) and new instances in the field of architecture and urban planning (accessible and inclusive spaces built for people) are certainly more appropriate for the reinterpretation of towns with a strong historical connotation: their characteristics are closer to a culture of quality, identity, slowness, without renouncing centrality, something that digital and internet connections allow despite the physical distance. A careful study of these places shows the recurrence of considerable constraints that can no

longer be considered impossible. New technologies (digital, domotic, wireless, urban vehicle concepts, etc.) and the 4.0 revolution in the industrial field, which implies the use of enabling technologies, none of which requires physical proximity, support us in the study of specific compatible solutions for the reuse of urban and building heritage.

Parole chiave


Italia meridionale; Aree Interne; Nuove Economie; Nuove Tecnologie; Valori

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DOI: https://doi.org/10.14633/AHR252

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Copyright (c) 2020 Antonella Mamì

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ArcHistoR è una rivista open access e peer reviewed (double blind), di Storia dell’architettura e Restauro, pubblicata dall’Università Mediterraneadi Reggio Calabria. La rivista ha cadenza semestrale. È una rivista di Classe A (ANVUR) per l’Area 08 - Ingegneria civile ed Architettura, settori C1, D1, E1, E2, F1.

Comitato scientifico internazionale

Maria Dolores Antigüedad del Castillo-Olivares (Universidad Nacional de Educación a Distancia de España), Monica Butzek (Kunsthistorisches Institut in Florenz), Jean-François Cabestan (Université Paris 1 - Panthéon Sorbonne), Alicia Cámara Muñoz (Universidad Nacional de Educación a Distancia de España), David Friedman (Massachussets Institute of Technology), Alexandre Gady (Université Paris-IV-Sorbonne), Jörg Garms (Universität Wien), Miles Glenndinning (Scottish Centre for Conservation Studies, University of Edinburgh), Christopher Johns (Vanderbilt University, Nashville), Mark Wilson Jones (University of Bath), Loughlin Kealy (University College Dublin), Paulo Lourenço (Department of Civil Engineering, University of Minho), David Marshall (University of Melbourne), Werner Oechslin (ETH, Zurich, Stiftung Bibliothek Werner Oechslin, Einsiedeln), José Luis Sancho (Dirección de Conservación de Bienes Histórico-Artísticos, Palacio Real, Madrid), Dmitrij O. Švidkovskij (Moscow Architectural Institute, MARCHI)

Comitato direttivo

Tommaso Manfredi (direttore responsabile), Giuseppina Scamardì (direttore editoriale), Bruno Mussari, Annunziata Maria Oteri, Francesca Passalacqua, Nino Sulfaro

 

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Laboratorio Cross. Storia dell'architettura e restauro

    

      

 ISSN 2384-8898

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