Ri-significare il patrimonio produttivo dismesso per nuove comunità e qualità urbane
Abstract
Il paper prende spunto dall’Assegno di Ricerca “Il patrimonio produttivo: ricerca delle testimonianze lasciate sul territorio” per il progetto di ateneo “L’importanza dell’impresa nello sviluppo della società: come leggere e valorizzare il patrimonio culturale ereditato dalle attività produttive”.
La lettura interpretativa svolta su casi studio distribuiti sul territorio nazionale ha consentito di indagare processi di ri-significazione concepiti in seno a dinamiche complesse di innovazione e promozione del contesto, accomunati dall’intento di arginare l’erosione del patrimonio produttivo e di esaltare le potenzialità di spazi urbani a cui si associa anche una valenza identitaria. Sono processi che trattano le eredità derivanti dal patrimonio produttivo come "nuove archeologie" secondo una logica che intende l’archeologia urbana non solo come modalità per rendere evidenti le valenze storiche stratificate ma come possibilità per generare, a partire da tali valenze, nuove qualità urbane attinenti al recupero dello spazio fisico, all’accessibilità al patrimonio materiale e immateriale, al benessere della comunità.
Si propone, quindi, una riflessione sulla possibilità di assegnare ad ampie aree, prima interessate da processi produttivi e ora divenute eredità fragili, una rinnovata qualità intesa come capacità di generare spazi sicuri del vivere quotidiano, di garantire luoghi, qualificanti dello spazio di vita, per nuove comunità di lavoro, cultura, welfare.
Re-Signification of Abandoned Productive Assets for New Communities and Urban Qualities
The paper takes its cue from the Grant Research “The productive heritage: research into the memories left on the territory” carried out for the university project called “The importance of business in the development of society: how to read and value the cultural heritage inherited from productive activities”.
The interpretative reading carried out in case-studies within the national territory, has made it possible to investigate processes of re-signification. These are conceived within complex dynamics of innovation and promotion of the context and joined by the intent of stemming the erosion of the productive heritage and to enhance the potential of urban spaces, which are also associated with a value of identity.These are processes that treat the legacies deriving from the productive heritage as ‘new archaeologies’ according to a logic that understands urban archaeology, not only as a way to make the stratified historical values evident, but as a possibility to generate new urban qualities which are relevant to the recovery of physical space, accessibility to tangible and intangible heritage, and to the well-being of the community.
Therefore, consideration should be given to the possibility of assigning a renewed quality understood as the ability to generate safe spaces for everyday life into a wide area, previously affected by productive processes and now fragile patrimonies and to guarantee places, a salient element of living space, for new work communities, culture and welfare.
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PDFDOI: https://doi.org/10.14633/AHR162
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Copyright (c) 2019 Antonio Taccone, Chiara Corazziere

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ArcHistoR è una rivista open access e peer reviewed (double blind), di Storia dell’architettura e Restauro, pubblicata con cadenza semestrale dall'Università Mediterranea di Reggio Calabria (Laboratorio CROSS - Storia dell'architettura e Restauro, dAeD - Dipartimento di Architettura e Design).
ISSN 2384-8898

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