La villa Carafa di Roccella a Posillipo tra Seicento e Settecento

Maria Gabriella Pezone

Abstract


Manca, ancora oggi, uno studio sistematico sullo sviluppo della villa a Napoli tra Cinque e Seicento. La scomparsa materiale o la massiccia trasformazione della maggior parte delle architetture, inglobate nel tessuto urbano successivo, ha scoraggiato sinora l’elaborazione di indagini a tappeto che forse porterebbero nuovi spunti di riflessione anche al tema della genesi della villa in Italia. L’approfondimento delle vicende costruttive della villa Carafa a Posillipo può forse fornire qualche elemento di riflessione utile anche in questa direzione. Il saggio ne ricostruisce la storia tra Seicento e Settecento, prima che l’apertura della nuova strada di Posillipo nell’Ottocento la privasse del rapporto con la collina e le facesse cambiare orientamento sollecitando una nuova riconfigurazione. Attraverso l’esplorazione di nuove fonti archivistiche, il saggio indaga sulle origini, legate all’Ordine gerosolimitano cui la masseria con il rudere a mare apparteneva nel primo Seicento, e sulla riconfigurazione architettonica promossa da Carlo Carafa, dopo l’acquisto della proprietà nel 1629, quando fu trasformata nella magnificente villa sul mare decantata dalle fonti secentesche e raffigurata ripetutamente dai vedutisti nel corso del Settecento.


Parole chiave


XVII secolo; XVIII secolo; villa Carafa di Roccella; Napoli; Malta; Ippolito Malaspina; Carlo Carafa vescovo di Aversa

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DOI: https://doi.org/10.14633/AHR134

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  ISSN 2384-8898

    

 

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