Il «ripartire da ZERO» di Nanda Vigo: un habitat alternativo per il paesaggio domestico italiano
Abstract
Nel contesto dei profondi cambiamenti culturali e sociali che attraversano l’Italia tra gli anni Sessanta e Settanta del XX secolo, l’abitare domestico diventa oggetto di una radicale rivisitazione. Il presente contributo analizza il progetto, rimasto sino a oggi inedito, elaborato da Nanda Vigo per la mostra Italy: The New Domestic Landscape, organizzata nel 1972 da Emilio Ambasz presso il MoMA di New York. Espressione esemplare di un profondo ripensamento della “casa” tanto nella sua denominazione quanto nella sua configurazione, il progetto fa intravedere la possibilità di far «ripartire da ZERO» la domesticità italiana. Attraverso l’analisi di documenti d’archivio mai considerati prima, il contributo illustra la proposta di Vigo alla luce delle contemporanee sperimentazioni artistiche e di un immaginario aerospaziale che proprio in quegli anni era diventato un riferimento decisivo per ripensare i modi dell’abitare. Ne rivela la configurazione in forma di una «scatola» «neutrale», «adimensionale» e «antigravitazionale», senza ripartizioni per creare uno spazio interno «vuoto» come quello di un deserto e idealmente senza delimitazioni per aprirsi verso uno spazio esterno infinito che è quello dell’universo. Infine, ne svela gli obiettivi, sullo sfondo delle ricerche, condotte negli stessi anni e nella stessa mostra di Ambasz, da altri architetti quali Ettore Sottsass jr., Superstudio e Archizoom: la definizione di un habitat svincolato dai dettami del funzionalismo e garante di libertà per gli esseri viventi.
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PDFDOI: https://doi.org/10.14633/AHR433
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Copyright (c) 2025 Beatrice Lampariello

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ArcHistoR è una rivista open access e peer reviewed (double blind), di Storia dell’architettura e Restauro, pubblicata con cadenza semestrale dall'Università Mediterranea di Reggio Calabria (Laboratorio CROSS - Storia dell'architettura e Restauro, dAeD - Dipartimento di Architettura e Design).
ISSN 2384-8898

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